PROGETTI ARTISTICI

PROGETTI ARTISTICI

“Esperienze, storie e memorie sono il fondamento del processo creativo di Maria Candida Gentile. E’ attraverso le sue incomparabili abilità come maître parfumeur che riesce a penetrare i segreti della natura e tradurli in emozioni profonde che evocano spazi e tempi dimenticati”

Dr. Lara Conte, art critic

“Esperienze, storie e memorie sono il fondamento del processo creativo di Maria Candida Gentile. E’ attraverso le sue incomparabili abilità come maître parfumeur che riesce a penetrare i segreti della natura e tradurli in emozioni profonde che evocano spazi e tempi dimenticati”

Dr. Lara Conte, art critic

PER L’ETERNITÀ: LUCA VITONE
Biennale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia (2013)

Il tema dell’eternit, a cui è riconducibile il progetto “Per l’eternità” che Luca Vitone ha pensato per il Padiglione Italia di Venezia 2013, è stato avvicinato dall’artista sia nell’ambito della sua ricerca sul paesaggio e la memoria, che rispetto alla riflessione sulla pittura monocroma e sull’anti-pigmento. Le polveri inquinanti che aleggiano volatili nell’ambiente urbano sono nel contempo il pigmento e l’essenza concettuale dei monocromi di Vitone, di cui il progetto per Venezia potrebbe essere definito una variante di antura sensoriale.
Per Vitone, il paesaggio è il luogo del confronto tra memoria e presente. L’eternit rappresenta la memoria di un passato assai più recente di quanto si è condizionati a credere.
Da qui l’idea di realizzare un monocromo invisibile e sconfinante rispetto ai margini e ai perimetri, attraverso la collaborazione con la maestra profumiera Maria Candida Gentile. L’eternit non ha odore, ma le sue particelle fibrose, se inalate, uccidono: l’opera di Vitone dovrà essere respirata.
La scelta è caduta sul rabarbaro. Il rabarbaro è verde, pungente, solforoso. “Per l’eternità”, realizzato a quattro mani dai due artisti, è una scultura acromatica monolfattiva su tre note: rabarbaro svizzero, belga e Francia (del tutto casualmente i Paesi di provenienza dei dirigenti di eternit). La collaborazione, impostata sui sopralluoghi a Casale Monferrato e a Venezia sul paesaggio e la memoria collettiva, è un progetto di natura complessa, finalizzato a occupare lo spazio al di là dei muri, dei soffitti e dei pavimenti del Padiglione Italia, al di là di ogni partizione possibile, per rintracciare l’identità della presenza, quella dell’artista come quella del pubblico, nella pervasività dell’esperienza.

IO, LUCA VITONE: LABORATORIO CONDOTTO DA MCG
PAC, Padiglione Arte Contemporanea, Milano (2017)

Al pari del linguaggio verbale, grafico o cinestesico, anche l’interpretazione di un profumo, o di un odore, svela cose significative di sé stessi e degli altri. Una vera forma di comunicazione.

SLIGHT AGITATION 2/4: PAMELA ROSENKRANZ
Fondazione Prada, Milano (2017)

La mente e il corpo sensi e spazio ,uno studio olfattivo sul feromone del felino la dipendenza dell’ uomo, proposto in un progetto installativo dove il pubblico avrà una intima esperienza dell’ intevento dell’ artista da diverse angolature coinvolgendo tutte le sensorialità.

Fotografia: Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti

IMPERIUM: LUCA VITONE
Neuer Berliner Kunstverein (2014)

Già dalla seconda metà degli anni ottanta, luca vitone nel suo lavoro artistico si ingaggia con la nozione della costruzione e la rappresentazione di location specifiche e di differenti linguaggi che descrivono e definiscono questi luoghi nella loro dimensione geografica, poetica, sociale, culturale. Le sue monocromie sono ritratti concettuali dei luoghi da cui prendono origine (polvere, rifiuti e cibo). L’artista espone tele non trattate alle condizioni climatiche e atmosferiche del luogo fino a quando queste lasciano il segno sul quale l’artista crea le sue pitture monocrome.

Per Imperium, la sua antologica al Neuer Berliner Kunstverein, Luca ha creato una serie di acquerelli fatti con la polvere che rappresentano differenti istituzioni di potere.

Potere economico: La General Federal Bank
Potere legislativo: Il Parlamento tedesco
Potere giuridico: La Corte Federale tedesca
Potere culturale: Il Pergamon, museo di Berlino

I ritratti monocromi sono dipinti sulla carta con la polvere dei rispettivi luoghi. Inoltre, Vitone ha sviluppato una nuova scultura olfattiva Imperium che accoglie il visitatore all’entrata dello spazio espositivo del museo.
La scultura è composta da differenti note che insieme evocano l’odore del potere. Per questo lavoro l’artista ha collaborato con la maestra profumiera Maria Candida Gentile, come ha già fatto per l’opera “Per l’Eternità” in occasione della Biennale di Venezia nel 2013.

ONCE UPON A TIME: MARIA CANDIDA GENTILE
Hammer Museum, Los Angeles (2016)

 

Ideata appositamente per il Third Annual Art and Olfaction, Once upon a time è un’installazione olfattiva dedicata alla favola di Pinocchio – un ambiente silenzioso e magico che il visitatore attraversa, immerso in un’atmosfera incantata e rarefatta.
Una scatola del ricordo si apre davanti ai nostri occhi, conducendoci ad esplorare una geografia affettiva punteggiata di sogni e memorie, di antiche emozioni e sensazioni.
Pinocchio, il burattino di legno con il suo vestitino di carta fiorita, le scarpe di scorza d’albero, il cappellino di midolla di pane; l’eroe imperfetto in balia degli eventi e del proprio destino; la bugia innocente; naso ante litteram o naso per eccellenza della tradizione letteraria italiana.
Un’eco lontana affiora nel ricordo, si propaga qui e ora; un profumo intenso e segreto ci avvolge e ci culla: legno di pino bruciato, l’odore della carta antica e del pane, una sfumatura di zucchero.
Once upon a time è lo spazio del sogno e della fantasia, ovvero della favola della favola.

 

 

 

PERCORSO E LABORATORIO OLFATTIVO: MCG
Festival della Mente, Sarzana (2017)

 

 

La sensorialità, intesa come esperienza soggettiva dell’operare dei nostri sensi,sembra assumere una particolare importanza in certi soggetti. L’autoregolazione ottenuta attraverso la sensorialità può essere volta a restaurare una coesione interna quando il sé è minacciato. La sensorialità può anche essere utilizzata per provare o ripristinare una sensazione di vitalità, compensando un senso di devitalizzazione o, nei casi più gravi, di vuoto interno.
L’olfatto è ancora oggi per l’uomo qualcosa di molto primitivo e fondamentale: sappiamo che il bambino appena nato sa riconoscere l’odore della madre e che gli odori hanno un ruolo importante nella scelta sessuale.
Spesso dimentichiamo quanto profondamente dipendiamo dalle nostre percezioni anche se, differentemente dagli uomini di epoche passate, noi sottovalutiamo e spesso svalutiamo la sensorialità, a vantaggio di funzioni mentali più complesse e elaborate, come il pensiero, dimenticando gli stretti rapporti che questo intrattiene con la sensorialità.

Attraverso il laboratorio olfattivo vediamo come le idee, le visioni evocate dall’olfatto risultano essere protagoniste. Ogni singola fragranza ha la sua storia particolare e d’altra parte ogni singolo partecipante la vive in maniera originale. La caratteristica fondamentale del laboratorio è la particolare cura con cui sono scelte le essenze. Le materie prime sono ricercate in quanto rilasciano vibrazioni emozionali che il prodotto sintetico non favorisce.
Come il colore e il suono anche l’odore è vibrazione e di conseguenza è capace di produrre un’esperienza emozionale.

 

 

ROSE SELAVY PARALLELAMENTE 2016
Festival della Mente, Sarzana (2016)

 

 

Nel 2016 Maria Candida Gentile ha realizzato il profumo Rrose Sélavy, ispirandosi e omaggiando il doppio di Marcel Duchamp e lo spirito Dada dell’atto creativo. Parallelamente è l’occasione per ripensare a questa creazione olfattiva in una dimensione installativa, con un coinvolgimento totale dello spettatore nell’opera-mondo dell’artista Marcel Duchamp-Maria Candida Gentile.

Nel 1921 prende vita l’alter ego femminile di Duchamp Rrose Sélavy. A partire da quel momento, sin verso il 1940, Duchamp con questo pseudonimo firmerà parte della sua produzione e, nei panni di Rrose Sélavy, si fa ritrarre due volte da Man Ray. In conversazione con il critico Pierre Cavanne, l’artista rivela: “Volevo cambiare la mia identità e dapprima ebbi l’idea di prendere un nome ebraico. Io ero cattolico e questo passaggio di religione significava già un cambiamento. Ma non trovai nessun nome ebraico che mi piacesse, o che colpisse la mia immaginazione, e improvvisamente ebbi l’idea: perchè non cambiare di sesso? Da qui viene il nome di Rrose Sélavy. Oggi suona abbastanza bene, perchè anche i nomi cambiano col tempo, ma nel 1920 era un nome sciocco”. Rrose Sélavy suona in francese come “Eros, c’est la vie” (Eros è la vita). L’aggiunta della R ne allarga il significato a “arroser la vie”, ovvero “brindare alla vita”.

Maria Candida Gentile “arrose la vie” con il suo profumo.

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